Cronaca di un viaggio “un tantino” disatroso. Parigi e Gersthofen. Dicembre 2019

Potrei cominciare così: “Riccardo donde vieni?”. “Da Parigi”. “Chi te’l commise?”…..e qui la storia cambia. “me lo commisi” da solo o meglio questo viaggio era programmato (sempre con l’amico di venture/sventure Guido Palmieri) da mesi e mesi e ci doveva vedere a Parigi con quattro serate una dietro l’altra che comprendevano Il Pricipe Igor (Opera Bastille), Bartoli/Farinelli (Philarmonie de Paris), Il Pirata (Palais Garnier) e Libertà (Philarmonie de Paris). Chi poteva prevedere che a Parigi scoppiasse quella sorta di rivoluzione che la città sta vivendo e che i dipendenti dell’Opera decidessero di scioperare cancellando spettacoli dal 5 dicembre a tutt’oggi? Impossibile muoversi in città. Due linee della metro funzionanti su quattordici. Soldati. Mitra. Una città in stato di assedio dove la gente si accalca, corre, spinge e si muove facendo finta che nulla stia accadendo. In mezzo a tutto ciò mi sono anche ammalato. Una situazione da incubo. Basti dire che per essere sicuri di prendere l’aereo per tornare (partenza alle 13,30) siamo partiti dall’hotel alle 6.30! Comunque vi parlerò almeno dei due concerti della Philarmonie.

Il primo concerto (15 Dicembre) consisteva in un concerto/spettacolo dedicato al repertorio di Farinelli che Cecilia Bartoli sta portando in giro per l’Europa. Devo dire che ero molto curioso. Nella mia vita di appassionato ricordo di aver ascoltato la Bartoli una volta sola a teatro e precisamente moltissimi anni fa alla Scala nel Conte Ory rossiniano e, stranamente, di non ricordare molto.

Lo spettacolo è organizzato molto bene: orchestra al centro e, dalle parti, due situazioni: un baule/camerino ed uno stand di abiti che permettono alla cantante di cambiarsi a vista con una velocità impressionante. Quello che la Bartoli ci ha regalato è stato veramente eccezionale. La voce sarà anche piccola (caratteristica negativa alla quale i detrattori si attaccano sempre) ma, anche in un grande spazio come quello di questo splendido auditorium (circa 3000 posti), correva perfettamente. Legato spettacolare, agilità da “fuochi d’artificio”! Una meraviglia. Mi ha colpita in particolare un’aria di Caldara tratta dall’oratorio “La Morte d’Abel”. Veramente emozionante. Condire il tutto con un’energia invidiabile che contagiava anche i membri dell’orchestra. Bis a profusione e grande trionfo personale. Grande successo anche per il Direttore Gianluca Capuano con il quale ho  avuto il piacere e l’onore di “fare musica” qualche anno fa. Gesto preciso ed energico. Dinamiche spettacolari, favorite anche dall’acustica della struttura. Ci siamo ritrovati dopo anni, ci siamo scambiati un abbraccio sincero e ci siamo dati appuntamento a Zurigo il 5 Gennaio per “La Cenerentola” con la Bartoli e Camarena (sperando di star bene).

Il secondo concerto (17 Dicembre), facente parte di una tourneé, vedeva impegnato il gruppo Pygmalion diretto da Raphael Pichon con il programma “Libertà” contenuto anche in un CD di recente pubblicazione. Mozart desueto. Anche questo concerto organizzato in forma di spettacolo. Ovviamente Sabine Devielhe ha dovuto rinunciare a questi concerti in quanto in attesa per i primi di gennaio del secondo figlio ma è stata egregiamente sostituita (con qualche variazione di programma rispetto al CD) dal soprano Mari Erksmoen. Rispetto al CD cambio anche per quanto riguarda il mezzosoprano. Qui presente Adèle Charvet, una vera rivelazione. Gli altri interpreti erano il tenore Linard Vrielink, il baritono John Chest, il basso Nahuel Di Pierro  ed il soprano Siobhan Stagg. Tutte voci perfette per questo repertorio con due “punte” eccezionali, la Stagg e Di Pierro. Lei canta, tra l’altro, l’aria da concerto “Bella mia fiamma” che io trovo tra le più affascinanti e complicate, per intonazione e continuo alternarsi di recitativi e ariosi, tra quelle da lui composte. La Stagg ne fa un piccolo capolavoro. Voce stupenda (la ricordo Pamina al cinema in una diretta da Covent Garden), grande espressività, colori…una meraviglia! Di Pierro canta una delle arie da concerto per basso più impervie per scrittura: “Aspri rimorsi atroci”. Salti di oltre un’ottava. Escursioni dal grave all’acuto impressionanti (lo affermo a ragion veduta perché in gioventù l’ho cantata). La voce è bellissima e molto importante. Speriamo che anche i teatri italiani aprano le porte a questi artisti e la smettano di far cantare sempre gli stessi noiosi cantanti. Non se ne può più. Mi ripeto sempre ma, se voglio sentire qualcosa di interessante, me ne devo andare!

Ora mi sposto in Germania. Arrivati a Malpensa, nonostante la mia situazione non migliori, decido di portare in fondo quest’avventura. Si riparte per Monaco di Baviera e precisamente Gersthofen dove, dalla schedule del sito web di Edita Gruberova, sembrava esserci l’ultimo suo concerto. In effetti ricordo che a marzo scorso in occasione del Devereux a Monaco mi disse: “Questa è l’ultima mia produzione operistica ma, oltre a masterclasses farò ancora qualche concerto”. Decidiamo comunque di organizzare ed andare e…poco dopo esce il programma del Maggio Fiorentino e la grande Edita farà un concerto anche li il 14 giugno 2020. Nulla. E’ inossidabile. Arriviamo avventurosamente in questa cittadina vicina ad Augsburg (Augusta) alle 22 di sera. Stazione ferroviaria inesistente. Buio tragico. Sconforto. Vediamo un cartello con scritto “Zentrum”. Ci avviamo e avvistiamo, nel niente cosmico, un ristorante giapponese. Troviamo un dipendente (giapponese) nato a Roma e vissuto a Brescia che, con estrema gentilezza, capisce la situazione e ci chiama un taxi che ci permette di raggiungere l’albergo. Basta. Dormire dopo una giornata pesantissima. Il giorno dopo dopo aver incontrato, facendo colazione in albergo, un altro fan della Gruberova, Fred Rasing arrivato dall’Olanda, usciamo in perlustrazione. Gersthofen è un centro piccolo dove anche le galline camminano per la strada (!)

Troviamo la Stadthalle dove il concerto avrà luogo la sera (20 Dicembre) e ci rilassiamo un po’. Previsti in arrivo un contingente dal Giappone e dagli States. Alla sera la sala è piena. Presente tutto lo “zoccolo duro” che segue Edita: Chris, Vera, Anne, Akina, Ruth, Camillo, Kati da Budapest (che gestisce il sito web). Vorrei nominarli tutti ma di tanti non conosco il nome preciso. Lei arriva con la sua grande comunicativa e ci regala una serie di lieder di Strauss che cesella con la consueta maestria (direi che su questo repertorio è tuttora inattaccabile). Poi parte con Fruhlingstimmen valzer (dell’altro Strauss) e Barbiere, Beatrice di Tenda e Hamlet. Ci dona come bis, in un tripudio generale, un’insolita “Ebben ne andrò lontana”, lo spassoso “Ach wir armen Primadonnen” di Milloker e le due arie di Adele dal Fledermaus. “coccolata” al pianoforte dal bravissimo Maestro Peter Valentovic. Dal palco, durante gli applausi, ci vede e ci dice “Verrò a Firenze”…non sa che abbiamo già i biglietti!

Nell’intervallo veniamo informati da Vera che Edita ci invita ad un brindisi per Natale ed il suo compleanno (23 dicembre…73 anni!!!). E’ la prima volta che capita e sono veramente emozionato. Prendiamo una serie di taxi sotto una pioggia torrenziale perché lei era alloggiata ad Augburg e raggiungiamo questa grande birreria. Arriva e con molta affabilità ci dice di ordinare quello che vogliamo. Io sono un cantante e so come vanno queste cose…non voglio assolutamente approfittare. Per me il momento è indimenticabile. Mi limito ad ordinare una birra anche se lei insiste. Mi nutro della sua presenza. Seduti abbastanza vicino ad un certo punto si sposta e si siede di fronte a noi, ci parla del concerto di Firenze e, sorpresa, ci chiede quali bis può fare (!!!). Ci spiega che in Italia lei è sempre in dubbio. La invito a cantare anche li l’aria dell’operetta e lei mi chiede se non è un azzardo dato che è in tedesco ed è importante anche capirne il testo. Le rispondo che il suo pubblico la conosce ed è talmente divertente che lei ne fa capire il significato con la sua interpretazione. Mi dice che le hanno suggerito “Dove sono i bei momenti”…meglio Elettra dell’Idomeneo le dico io. “Ok. LO dirò al Maestro Valentovic perché non mi ricordo più nulla” (!). A quel punto mi viene un’ispirazione. Decido che dopo quarantadue anni che lei canta per me era arrivato il momento che io cantassi per lei ed intono a mezzavoce “Tanti auguri a te”. Prontamente Guido filma il momento che io porterò nel cuore finche vivrò. Ci diamo appuntamento a Firenze e spero, in futuro, di poter seguire una sua masterclass. Mi piacerebbe vederla insegnare!

Il viaggio si conclude almeno in bellezza. Ora devo pensare alla mia salute e spero che non sia nulla di grave ma lo saprò a breve. Se tutto va bene il 5 Gennaio sarò a Zurigo per La Cenerentola. Ci risentiamo dopo quella data. Mit freundlichen Grüßen!

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