Milano La Scala Verdi I Masnadieri 24 Giugno 2019

Nonostante questo sia un periodo pieno di impegni lavorativi legati al conservatorio non potevo perdermi questa doppia occasione: ascoltare in teatro un opera che conosco poco e risentire dopo la splendida Isabelle in Robert le Diable di Bruxelles il soprano Lisette Oropesa in un ruolo verdiano (Amalia), cosa che ha fatto arricciare non poco il naso ai soliti “melomani competenti” molti dei quali non sanno che Verdi aveva scritto questa parte per Jenny Lind detta L’Usignolo di Svezia che, presumibilmente, aveva proprio le caratteristiche della Oropesa. Ricordo di averle chiesto a Bruxelles se non aveva paura di debuttare alla Scala con Verdi ma mi rispose dicendomi esattamente quanto ho scritto sopra. La Oropesa ci ha regalato una serata da sogno. Già dalla sua prima aria, che lei scherzando ha paragonato a Porgi amor delle Nozze relativamente alla difficoltà di “entrare” a freddo con un’aria così scoperta, ha confermato in me l’impressione avuta in Belgio. La sua voce ha una proiezione eccezionale. Io ero in seconda galleria e, quando cantava, mi sembrava di averla a due centimetri di distanza. La sua voce è “colorata”. Ogni frase, ogni parola sono sottolineate da un accento che caratterizza il personaggio nella sua essenza. Inutile dire che la coloratura è strepitosa e, come quella della Gruberova, non fine a se stessa ma sempre al servizio dell’espressione! Mi ha commosso. Andrò a Verona per la sua prima recita di Traviata il primo Agosto e sono certo che renderà piena giustizia a questo ruolo tanto spesso bistrattato. La persona è semplicemente adorabile, semplice e comunicativa. Ormai viviamo un’epoca di anti-dive ma il divertente che gli atteggiamenti divistici li hanno spesso cantanti che non se lo potrebbero permettere! Viva cantanti come lei, come Pretty, come Sabine, come Klára, come Yolanda che parlano con i loro ammiratori e li trattano con affetto perché sanno che sono li per loro.

Grande recita anche per Fabio Sartori (Carlo Moor) che considero uno dei tenori italiani che più rendono giustizia a questo repertorio. Ricordo un recente Trovatore da Liegi seguito in streaming dove fu un Manrico strepitoso. Una vera voce per Verdi. Ricordo di aver cantato con lui tanti (ma tanti!) anni fa in una produzione di Don Carlo a Bologna dove io cantavo un piccolo ruolo e lui era il titolo. E’ rimasto la stessa persona gentile e semplice di allora.

Brutte notizie sul versante baritonale. Massimo Cavalletti (Francesco Moor) mostra di avere un materiale vocale…solo quello. Gioca costantemente a “cerca la posizione”, sembra di non sapere dove mettere la voce. Vocali in mille posizioni diverse e si unisca al tutto una musicalità grezza, non rifinita. Ho saputo che alla prima è stato “legnato”. Meno male che ancora qualcuno che “sente” in giro c’è. Unico mio interrogativo è perché lo si trova ovunque, in tutti i teatri più importanti del mondo ma…come scritto tante volte “Le vie della Lirica sono…infinite”!

Maiuscola la prova di Michele Pertusi nel ruolo del vecchio Massimiliano. Fraseggio, legato, qualità che questo cantante mostra sempre ad ogni sua esibizione. Bravo!

Tra i ruoli minori si distingue il basso Alessandro Spina nel ruolo del Monaco Moser. Finalmente tra i giovani una voce di vero basso.

Ottima la prestazione del Coro della Scala diretto da Bruno Casoni e ottima la direzione di Michele Mariotti che io considero uno dei migliori direttori della sua generazione. Mi meraviglio che alla prima sia stato “beccato” dal pubblico. Io ho trovato un’orchestra pulita, piena di colori e un’aderenza allo stile del primo Verdi adeguata. Masnadieri è un’opera molto difficile e, pur appartenendo a questo periodo, non ha proprio le caratteristiche che possiamo ascoltare nelle altre opere coeve. Per questo trovo il lavoro fatto da Mariotti assolutamente apprezzabile.

Lo spettacolo di David McVicar non disturbava…e per me è già tanto con la robaccia vista ultimamente! Trovo noioso e pesante l’uso costante di comparse (uomini) che zompano da tutte le parti, rovesciano panche ecc. e addirittura fanno la doccia nude (per la gioia delle melosfrante munite di mega binocolo!). Per il resto rispetto dell’argomento e una figura vagante tutto il tempo che prende appunti (Schiller forse?). Belli i costumi di Brigitte Reiffenstuel. Globalmente una bella serata, che mi spinge ad un approfondimento musicale sull’opera. Next!

Lisette Oropesa

Un pensiero riguardo “Milano La Scala Verdi I Masnadieri 24 Giugno 2019

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...