Milano La Scala 16 Giugno 2019 Liederabend con Günther Groissböck

Quale modo migliore per festeggiare il mio compleanno? Un concerto alla Scala con uno dei migliori bassi della sua generazione ed uno dei miei preferiti: Günther Groissböck.

Programma molto interessante che vedeva una parte “tedesca” ed una “russa”.

Groissböck è un cantante austriaco ormai affermato e presente su tutti i palcoscenici internazionali. Noto interprete wagneriano e straussiano (notevole Ochs nel Rosenkavalier) si sta ultimamente avvicinando al repertorio italiano.

Ieri sera ha confermato le sue straordinarie doti vocali: totale dominio della gamma dagli estremi gravi pieni e sonori ad acuti luminosi e sicuri. Il tutto unito a qualità interpretative non comuni.

Nella prima parte ha affrontato i Vier erste Gesänge di Brahms con la giusta intensità che i testi richiedono e, a seguire, i Liederkreis op.39 di Schumann che ha interpretato imprimendo alla sua “affettuosa” interpretazione una giusta vena malinconica.

Nella seconda parte ha eseguito una serie di canti di Tchajkowskij e di Rachmaninov. Mi è sembrato molto a suo agio con la pronuncia e in ognuno di questi canti ha impresso una cifra interpretativa veramente notevole.

A suo supporto il pianista Gerold Huber, noto accompagnatore di famosi cantanti nel repertorio liederistico ed insegnante di “Accompagnamento di Lieder” a Würzburg, ha ben assecondato e sostenuto le intenzioni interpretative di Groissböck dimostrando una padronanza totale del repertorio.

Groissböck mi è parso molto emozionato nel trovarsi alla Scala dove peraltro ha già cantato in una serata che quasta volta era completamente “sua”! A richiesta di bis da parte di un pubblico non numerosissimo ma partecipe ha scherzato dicendo che normalmente canta “Core Ingrato” ma che la sede non gli sembrava opportuna (!). Ha così spiazzato tutti annunciando il suo debutto al Met fra due anni nelle due versioni del verdiano Don Carlo (francese e italiana), cantando per noi il Monologo di Filippo (versione italiana). Ottima pronuncia e forse ancora un po’ di tempo per trovare  una paletta di colori più varia ma assolutamente apprezzabile già adesso! A seguire un  straordinaria interpretazione di Erlkönig di Schubert, lied da me prediletto per una serie di motivi legati alla mia vita personale (chi conosce il testo e conosce me sa a cosa mi riferisco) facendomi uscire dal teatro in lacrime.

Sempre simpatico e alla mano ieri sera era con la famiglia così abbiamo conosciuto la mitica figlioletta che non vuole parlare in tedesco ma solo in italiano (la mamma è svizzera ticinese) della quale sempre mi racconta! Mi piacerebbe il prossimo anno assistere al suo debutto in Wotan a Bayreuth in una nuova produzione del Ring wagneriano…chissà?

 

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