Verona Arena Verdi Il Trovatore 29 Giugno 2019

Il motivo della mia trasferta a Verona era fondamentalmente legato alla presenza nel ruolo di Leonora dell’acclamato soprano del momento Anna Netrebko. Come è successo per tante grandi del passato questa cantante, soprattutto da quando ha affrontato questo repertorio, divide il pubblico dei melomani. Io mi sono sempre tenuto a debita distanza finché, lo scorso anno, ho avuto la possibilità di ascoltarla a New York in Tosca. L’impressione fu grande tanto da desiderare di riascoltarla in un ruolo come questo con caratteristiche vocali diverse. Il risultato è sorprendente. Tenuto conto che ascoltare musica all’aperto è sempre un terno al lotto perché, come diceva forse Toscanini, all’aperto si gioca a calcio non si fa musica, l’Arena ha sempre un fascino particolare e, una volta abituatisi a quel tipo di acustica, tutto diventa godibile e la sua voce svetta sicura e presente in tutti i registri. Non ricordo di aver ascoltato un “D’amor sull’ali rosee” talmente commovente da farmi rimanere inchiodato alla mia sedia! Al termine dell’aria un boato di applausi (l’Arena era esaurita) ha salutato l’esecuzione. Tenuta fisico vocale perfetta durante tutta l’opera e tanti applausi alla fine (moltissimi russi nel pubblico). Unica nota spiacevole. La Signora ed il marito sono “scappati” da un’uscita secondaria per andare ad un ricevimento in un ristorante in Piazza Bra, dove sono andati anche gli altri ovviamente, i quali però non si sono sottratti ai saluti degli ammiratori. Avevo una foto fatta con lei a New York da farle firmare. Ho provato a chiedere al baritono Luca Salsi, che conosco da quando cantava giovanissimo nel coro dell’Aslico ed io cantavo Monterone a Bergamo in una produzione di Rigoletto, se poteva farle firmare per me. Risposta: quando è a tavola non vuole essere disturbata. Si incazza come una bestia (!). Prendo atto. La Signora fa parte di quel genere di cantanti che non capiscono o non vogliono capire che, se sono , è perché ci sono persone che stanno dall’altra parte che si accontentano di un sorriso o un autografo. Riprendo le distanze. Purtroppo non riesco a separare l’aspetto artistico da quello umano. Mi spiace ma sono fatto così. Continuerò ad apprezzarla…a distanza senza però spendere soldi per andarla a sentire.

Manrico era il marito della Netrebko, Yusif Eyvazov. Il timbro non è accattivante ma canta tutto e bene. Canta due volte la fatidica “pira” (tutte le cabalette a onor del vero sono state raddoppiate) con due puntature al Do come niente fosse, oltre al Do finale di tradizione. Diciamo, come è successo in tanti casi, che se non fosse suo marito avrebbe forse fatto della gran provincia ma…si sa bene come vanno queste cose…così!

Luca Salsi, uno dei baritoni italiani più gettonati del momento, arriva stremato al termine della cabaletta e mostra segni di stanchezza vocale anche nell’aria e nel duetto con Leonora. Non è la prima volta che ho questa impressione. Tre produzioni alla Scala la prossima stagione. Non è che canta troppo?

Nel ruolo di Azucena, ruolo forse tra i più riusciti ed amati da Verdi, il mezzosoprano Dolora Zajick (o Dolora Z…così si firma!). L’età si fa sentire, i centri si sono affievoliti, ma dove c’è da svettare in acuto e affondare nel grave la ritrovo tutta. Il personaggio, forse uno di quelli che lei ha cantato di più, è ben caratterizzato e, alla fine, si porta via un bel successo personale.

Bella sorpresa il Ferrando di Riccardo Fassi. Bel timbro, ottima proiezione, agilità (che sono scomode nella sua aria) perfette, sicuro in tutti i registri. Mi documenterò.

Adeguate le parti di fianco. Ottima prestazione del coro diretto da Vito Lombardi. Affettuosa nei confronti dei cantanti la direzione di Pier Giorgio Morandi. Come ho detto prima, l’opera all’aperto non permette di valutare colori, finezze e simili. Ci si accontenta dell’esistenza dell’assieme.

Che dire dello spettacolo di Zeffirelli? Una gioia per gli occhi. Dettagli, particolari, tutto il suo mondo. Come ho scritto in un post su FB: lui passerà alla storia. La robaccia che i falsi intellettuali ci passano adesso finirà “alla Foce” (per i non genovesi dove convogliano le fogne della città) dopo essere passata per il cesso. Non abbiamo e, se tanto mi da tanto, non avremo più spettacoli come questo.

Solita nota polemica. Pubblico indisciplinato. Le persone che erano davanti a noi erano per caso. Zittiti più volte perché parlavano. Uno leggeva la trama sul cellulare…no words! Prossima Arena il 1 agosto. La Traviata con Lisette Oropesa.

2 pensieri riguardo “Verona Arena Verdi Il Trovatore 29 Giugno 2019

  1. Come ti ho detto a voce , anche io sono rimasto deluso dal suo atteggiamento, come aveva già fatto 2 volte con me Juan Diego Florez . Ne prendo atto e non sento per certi artisti quell’afflato e simpatia che provo per altri ( sai di chi parlo ). Continuerò , se capita ad ascoltarla senza inseguirla . Sei un prodotto che apprezzo , pago per ascoltarti , applaudo ed esco dal teatro. E tutto finisce lì….. ma nel canto lirico ci deve essere anche cuore 💔 💔💔

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