Ariadne auf Naxos Milano Teatro alla Scala 28 aprile 2019

Avrei voluto iniziare questo mio scritto in una maniera diversa ma questa volta il rospo me lo tolgo subito, non aspetto la fine. Ieri un amico mi ha inviato il link relativo ad una recensione dello spettacolo che, iniziato a leggere, mi ha mandato in bestia rischiando di rovinarmi la giornata di oggi. Poi quando ho letto la firma mi sono tranquillizzato in quanto ero certo che avrei trovato l’esatto contrario di quello che stavo leggendo. E così è stato. Partiamo dal presupposto che “veri” critici musicali ne esistono ahimè molto pochi e per veri intendo persone preparate musicalmente, conoscenti le varie vocalità (vedi i Massimo Mila di una volta ecc.). Purtroppo la maggior parte delle persone che oggi scrivono di opera lirica sono dei ” melosfranti” che riportano solo ed esclusivamente un parere personale e quasi mai oggettivo il tutto condito da cattiveria galoppante. Per favore: togliete la penna di mano a questi mentecatti. Questo di cui parlo, nella fattispecie, scrive pure libri. Me ne è capitato uno tra le mani recentemente. Una marea di cazzate cosmiche che possono anche suscitare ilarità ma vi prego: non chiamiamoli critici musicali!!!

Detto ciò passiamo al bel pomeriggio trascorso alla Scala. Partendo dal presupposto che ormai ho quasi rinunciato ad aspettarmi una produzione tradizionale o almeno non molesta dal punto di vista visivo, in questa occasione posso ritenermi soddisfatto. La storia non è stata stravolta (come ad Aix en Provence l’estate scorsa) e in questa occasione sono anche riuscito a commuovermi al finale (ad Aix ero solo impietrito dalla schifezza che vedevo nonostante la pregevole realizzazione musicale). Merito oggi di uno spettacolo non invasivo a firma di Frederic Wake-Walker che già anni fa firmò per La Scala una produzione di Nozze di Figaro non sicuramente memorabile ma almeno non molesta appunto!

Adoro quest’opera che è anche l’opera che mi ha fatto conoscere Edita Gruberova nell’ormai lontano 1977. Ne conosco ogni nota e la felicità di avere oggi una nuova e grande Zerbinetta che la mantiene in vita nel migliore dei modi mi rende estremamente felice! Partiamo proprio da lei, Sabine Devieilhe, Zerbinetta. Di lei il “santone” della critica ha scritto che non si sente! Poraccio direbbero a Roma! Sabine è un coloratura puro. La voce non è grande ma la proiezione è ottima. Dalla mia posizione risultava nettamente “sopra” anche quando cantava con il quartetto delle maschere, poi…se da un coloratura ci aspettiamo lo spessore vocale della Nilsson beh…vuol dire che non abbiamo capito niente e di voci in genere ne capiamo ancora meno. La sua musicalità, la sua eleganza e il suo “colorare” i suoni oggi la vedono senza rivali nel repertorio che esegue. I detrattori ci saranno sempre perché è insito in una certa specie di melomane essere cattivo e spargere cattiveria. Io parto da presupposti diversi. Amo la musica e amo chi la rispetta e la “fa bene”! Sabine è uno di quei casi. Una grande. Che la sua oculatezza ed intelligenza nelle scelte che fa ce la conservi a lungo!

Nel ruolo del titolo un’altra fuoriclasse: Krassimira Stoyanova, sentita recentemente a Zurigo nel Rosenkavalier. La ascoltai per la prima volta proprio in questo ruolo anni fa a Vienna. Ero in compagnia di mia figlia e, in quell’occasione, ci chiedemmo come mai una vocalità così importante, un’artista così completa, in Italia non si sentiva. Io non sono un simpatizzante di Pereira (l’attuale factotum della Scala) ma devo ringraziarlo per averla “sdoganata” e portata anche da noi. Linea di canto superba. Voce gestita alla perfezione in tutti i registri. Musicista, Interprete. Un piacere avere la possibilità di ascoltarla in teatro.

Molto brava, senza parlare di eccezionalità, Daniela Sindram nel ruolo del Komponist. Voce interessante e brava interprete. Certo, una vocalità che non riuscirei ad immaginare nel repertorio italiano per esempio ma…ad ognuno il suo!

Sonoro e “resistente” nel pesantissimo ruolo di Bacchus il tenore Michael Koenig. Dico resistente perché questo ruolo non particolarmente lungo richiede comunque una resistenza fisico/vocale notevole e Koenig è stato sicuramente all’altezza.

Molto bene il trio Najade, Dryade ed Echo composto da Christina Gansch, Anna-Doris Capitelli e Regula Muehlemann.

Molto affiatato il quartetto delle maschere Harlekin, Scaramuccio, Brighella e Truffaldin composto da Thomas Tatzl, Kresimir Spicer, Tobias Kehrer e Pavel Kolgatin.

Bene tutto il resto del cast: Ein Offizier, Riccardo della Sciucca; Ein Tanzmeister, Joshua Whitener; Ein Peruckenmeister, Ramiro Maturana; Ein Lakai, Hwan An. Non dimentico nel divertentissimo ruolo del Haushofmaister  lo stesso Alexander Pereira, sovrintendente della Scala, che si è appunto divertito molto nell’interpretare questo ruolo parlato. Unica “onnipresenza” inutile quella di Markus Werba nel ruolo del Musiklehrer, uno dei tanti misteri della lirica. Con tutto il bene ma io lo considero un sopravalutato. Come diceva mia mamma in genovese: “u nu sa ne de mi ne de ti ne de nisciün”. Le vie delle lirica sono infinite o…finite?

Ottima la direzione di Franz Welser-Moest che avevo già apprezzato a Vienna nella stessa opera. Grande equilibrio fra orchestra e palcoscenico. Colori ed espressività segno di una competenza nel repertorio ed una sensibilità evidente.


Consueti saluti a Sabine al termine della rappresentazione che, come la Stoyanova si è detta soddisfatta di questa produzione dove si è potuta anche divertire (contrariamente a quella di Aix che era una vera porcheria). La Stoyanova ha detto: “Qui ci hanno lasciato cantare”! A che punti!!! Come sempre gentile e disponibile, Sabine mi ha anche detto una cosa che mi ha riempito di gioia. Non aggiungo altro perché non amo le auto incensazioni. E’ una bella cosa che porterò sempre nel cuore. Mi limito ad esternare così questo fatto e, se gli amici curiosi vorranno sapere di più, potrò raccontarlo a voce. Alla prossima.

Mi scuso per le fotografie assai bruttarelle (quest’ultima a parte!) ma…alla Scala non ci acchiappo mai!

4 pensieri riguardo “Ariadne auf Naxos Milano Teatro alla Scala 28 aprile 2019

  1. Ciao Riccardo, ribadisco che le tue recensioni dovrebbero trovare posto sui quotidiani o sulle riviste specializzate. Un punto di vista indipendente, personale ma altamente competente, sempre felice di vedere superate le proprie aspettative piuttosto che compiaciuto di poter criticare ciò che non le soddisfa. Grazie anche per il costante aggiornamento sulle belle realtà teatrali e artistiche che offre il panorama mondiale.

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  2. Purtroppo è vero ormai i veri critici sono quelli che scrivono per gusto personale e che hanno una’ottima preparazione come la tua….Grazie Riccardo e Sabine è un ottimo soprano di coloritura…non una zanzara come ho letto da una recensione su una testata importante…

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