Firenze Teatro della Pergola 29 Giugno 2022 R. Strauss Ariadne auf Naxos…3

Manifesto
Atrio della Pergola, teatro che vide la prima del Macbeth verdiano

Alla fine ho deciso di andare a Firenze per assistere a questa produzione di Ariadne auf Naxos, la terza quest’anno in Italia…che stranezza!!! Al di là dell’amore che provo per quest’opera per motivi già illustrati negli altri due articoli, da buon “zerbinettologo”, non potevo perdere l’occasione di ascoltare Jessica Pratt al debutto nel ruolo (anche se già a Martina Franca cantò la versione 1912 ed in italiano). Questa produzione ha avuto un percorso assai travagliato perché, proprio la Pratt, nei giorni precedenti la prima rappresentazione risultò positiva al Covid. Dopo le prime recite che hanno visto la presenza di altre cantanti al suo posto, tra cui Beate Ritter cantante da me ascoltata a Vienna come apprezzabilissima Regina della Notte, ed essersi negativizzata in tempo per partecipare alla ultime due recite (la mia era l’ultima) ecco la sorpresa: il direttore Daniele Gatti è positivo a sua volta. Recite spostate quindi di una settimana. I giorni precedenti la prima delle due anche Alexander Pereira, sovrintendente del Maggio e qui sicuramente simpatico interprete dell’Haushofmaister come fece alla Scala qualche anno fa, Komponist, Brighella es Ein Offizier cadono nelle grinfie del Covid e vengono ovviamente sostituiti…che storia!!!

Applausi finali

Partiamo dall’allestimento. Solita roba che non sa “ne di me ne di te” (come diciamo a Genova) a cura di Volker Hintermeier con citazioni “artistiche” contemporanee nel prologo (vedi i famosi Tagli di Fontana) come a voler sempre dimostrare che il “signore del castello” era un arricchito che si circondava di opere d’arte. Costumi di Adriana Braga Peretzki molto simili a quelli dell’allestimento bolognese. Giacche di paillettes per le maschere e “via andare”. Sberluccicava tutto! Belli gli effetti di luce di Valerio Tiberi che riuscivano in qualche modo a valorizzare la pochezza della scena; come dico sempre, in ogni caso e fortunatamente, nulla di eccessivamente molesto. Regia o non regia di Matthias Hartmann. Niente di che tranne le solite mossette delle quattro maschere e dubbie cadute di gusto nel quintetto a seguire la grande aria di Zerbinetta. D’accordo che è un gruppo di commedianti ma la volgarità fine a se stessa lascia sempre il tempo che trova, anzi, personalmente mi disturba. Unico lavoro particolare fatto proprio su Zerbinetta e spiegherò poi perchè questo risultava evidente.

Applausi al termine del Prologo

Il cast. Krassimira Stoyanova, già ascoltata da me nel ruolo di Ariadne a Vienna anni fa ed a Milano lo scorso aprile si conferma per quella fuoriclasse che è ed è anche un riferimento per questo ruolo. La voce non ha il minimo cedimento. Fa di “Es gibt ein Reich” un capolavoro ed il duetto finale è un capolavoro per intenzioni interpretative. Veramente commovente!

Krassimira Stoyanova

Bacchus era Aj Glueckert. Ho già scritto negli altri articoli a proposito dell’impervietà del ruolo data l’antipatia di Strauss per i tenori che venivano puniti da lui con una scrittura improbabile, ovvero: “Se ce la fai bene altrimenti ti arrangi!”. Devo dire che dei tre tenori ascoltati quest’anno era sicuramente il più corretto, intonato e meno affaticato. Anche lui opta per un suono pieno sulla parola “Zauberin” al posto dello scritto “piano” ma…tutto non si può avere. Certo, Stephen Gould (Scala) è un tenore di altra caratura ma l’età gli impedisce ormai di essere completamente credibile. Ho comunque apprezzato, nel tenore di questa sera, il suo aver portato in fondo il personaggio senza affanno e forzature.

Aj Glueckert

Sophie Koch ha sostituito la prevista Michèle Losier coviddizzata anch’essa. Classe ed esperienza non riescono a sopperire ad uno strumento usurato e gli escamotages usati per risolvere gli acuti di cui questo ruolo è disseminato non hanno fatto altro che sottolineare questa problematica. Un po’ meglio che alla Scala comunque.

Sophie Koch

Come alla Scala Markus Werba, che io continuo a considerare un cantante sopravvalutato, è un corretto Musiklehrer. Antonio Gares è uno svettante Tanzmeister, molto bravo anche scenicamente. Completano adeguatamente il cast dei personaggi del prologo Joseph Dahdah (Ein Offizier), Matteo Guerzè (Ein Peruckenmacher). Der Haushofmeister era, come a Bologna il bravo Franz Tscherne in sostituzione di Pereira.

Markus Werba

Le tre Ninfe, ben amalgamate fra loro erano Maria Nazarova (Najade), Anna Doris-Capitelli (Dryade) e Liubov Medvedeva (Echo). Mi sono chiesto perché nel terzetto che apre “L’Opera” la Nazarova accennasse per poi cantare normalmente nell’intervento finale. Molto strano ma so di cosa parlo.

Anna Doris-Capitelli Liubov Medvedeva
Maria Nazarova

Le quattro maschere erano il molto espressivo Liviu Holander (Harlekin), Luca Bernard (Scaramuccio), Jacoub Elsa (Truffaldino) e Paul Schweinester (Brighella) il quale era un’altra sostituzione comunque ben inserito nel gruppo. Bravi.

Jacob Elsa Liviu Holander Luca Bernard
Paul Schweinester

Veniamo a Zerbinetta. Jessica Pratt, che è a mio avviso una grande artista, non ha certo problemi vocali nell’affrontare le enormi difficoltà che questo personaggio prevede e la sua “Grossmächtige Prinzessin” stupisce per facilità vocale di esecuzione ma, nonostante l’intelligenza del regista nel costruire un personaggio su di lei, anche se spesso sopra le righe, non è Zerbinetta. Si è tolta certamente una bella soddisfazione affrontando questo ruolo ma io la preferisco sicuramente nel repertorio belcantistico nel quale veramente eccelle. La parrucca che poi indossava nell’Opera la faceva assomigliare di più ad Azucena…perchè questa scelta? Molto più elegante nel Prologo. Bravissima comunque.

Jessica Pratt nel Prologo
Jessica Pratt nell’Opera

Daniele Gatti non è un direttore che amo particolarmente ma in questa occasione si distingue per scelte dinamiche e ritmiche. Ha esposto un’idea precisa e non è poco. Ottima, sotto la sua bacchetta, la prova dell’Orchestra del Maggio. Globalmente un’ottima esecuzione.

Daniele Gatti

Eccomi arrivato quindi alla mia ottava Zerbinetta che segue Edita Gruberova, Elena Mosuc, Daniela Fally, Erika Miklosa, Sabine Devieilhe, Olga Pudova ed Erin Morley…e spero di ascoltarne ancora. Prossimo giro Idomeneo e Moise ad Aix en Provence…Covid permettendo!

Con la brava e gentilissima Jessica Pratt
Jessica Pratt e Daniele Gatti
Krassimira Stoyanova
Il Manifesto
Targa che ricorda la prima del Macbeth

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