Ciao Edita…

Dopo l’ultimo concerto di Edita a Gersthofen

Non avrei mai voluto scrivere queste parole che mi sembrano ancora irreali. Edita Gruberova ci ha lasciato. Questa notizia mi è piombata addosso come un macigno e sono tre giorni che il pensiero va sempre li e non riesco a non piangere. Esagerato direte voi, non era mica una tua parente! No, non lo era. Era molto di più. Era una voce che mi ha accompagnato per tutta la vita da quando l’ho ascoltata la prima volta, che mi ha confortato e sostenuto nei momenti difficili e mi ha esaltato nei momenti gioiosi. “So Gott will”. Se Dio vorrà. Erano le sue parole quando le davo appuntamento alla produzione successiva che avrei ascoltato. Questa volta Dio ha voluto così chissà per quale oscuro disegno. Non ho più parole, solo lacrime.

Il mio primo incontro con lei fu a Firenze nel 1977. La Wiener Staatsoper era in tournèe e tra gli altri titoli venne al Maggio con quell’Ariadne auf Naxos che l’anno prima aveva portato alla ribalta la giovane Edita Gruberova. Questi echi in Italia non erano ancora arrivati ma io, da grande appassionato ed informato, decisi di andare per ascoltare questa giovane voce di cui si dicevano meraviglie. Sono sincero. Non mi ero a quei tempi ancora accostato a Strauss che ritenevo molto difficile quindi le folgorazioni furono due: una per l’opera ed una per lei, quella che sarà la più grande Zerbinetta dei nostri tempi o forse di tutti i tempi! Edita Gruberova. Rimasi ipnotizzato dalla quasi insolente facilità con cui affrontò un’aria come Grossmächtige Prinzessin, una serie di fuochi d’artificio della durata di più di dieci minuti durante la quale lei giocava con un ombrellino, si dava la cipria sul naso e chi più ne ha più ne metta.Tornai a casa ed acquistai subito lo spartito per rendemi meglio conto del tipo di scrittura. Allucinante!

La Zerbinetta viennese
La prima fotografia che mi ha spedito

Da li in poi l’ho seguita per quanto ho potuto in quegli anni e solo in Italia perchè le possibilità erano quelle che erano. Entfhürung sud dem Serail alla Scala dove per un’antipatia nei suoi confronti da parte di Strehler fu spostata in seconda compagnia, mossa che non gli riuscì molti anni dopo per Don Giovanni in quanto Edita era ormai famosa e la sua fama pesava assai!

Entfhürung aus dem Serail La Scala

Alla Scala la ascoltai in diversi concerti, il primo indimenticabile con un pubblico “sospettoso” all’inizio e “giubilante” alla fine dopo un bis come la Pazzia di Ofelia dall’Hamlet di Thomas.

Primo suo concerto alla Scala

A Torino da quasi sconosciuta per un concerto a Settembre Musica.

Sempre alla Scala il già citato Don Giovanni (voluta da Muti), ancora Zerbinetta con i complessi della Bayerische Staatsoper, Lucia di Lammermoor, Linda di Chamounix fino allo strepitoso concerto detto delle Tre Regine l’anno dell’Expo, dove fu costretta a bissare la cabaletta del Devereux.

Concerto alla Scala delle Tre Regine con Marco Armiliato
Lucia di Lammermoor Scala
Linda di Chamounix
Donna Anna

A Firenze oltre all’Ariadne in una Lucia di Lammermoor indimenticabile accanto ad un altrettanto straordinario Alfredo Kraus. Il famigerato Rigoletto con la regia di Liubimov, quello della famosa altalena ed un concerto nel 1985 che resterà indelebile nella mia memoria finchè vivrò.

LUCIA di Lammermoor Firenze
Concerto Firenze 1985

Venezia. Indimenticabile Violetta (di questo parlerò dopo) dove ho scoperto frasi che mi erano sempre passate inosservate.

Violetta alla Fenice

A Roma (Caracalla) sempre in Lucia di Lammermoor.

Credo, a parte sicuramente Sonnambula di Napoli e poco altro, di aver ascoltato quasi tutto quello che ha fatto in Italia.

Il tempo corre anche se non sembra. Nell’estate 1984 muore il mio primo figlio in tempi brevissimi. Ricordo che lei doveva fare un paio di recite di Lucia alla scala in una ripresa pre estiva. Il mio bimbo mi disse: “Vai e fatti fare un autografo speciale per me”. Così feci e lei mi autografò la copertina dell’LP delle Arie da Concerto di Mozart che lui tenne sempre ai piedi del letto d’ospedale dicendo a chiunque entrasse: “Lei è Edita Gruberova e lo ha firmato per me”! Ricordi incancellabili nella mia mente. A Gennaio nasce la mia secondogenita. Non ho dubbi: la chiamo Elena Edita in suo onore. Riesco a farle avere i confetti del battesimo e lei con grade gentilezza mi inviò le foto che pubblico a seguire.

Foto per il battesimo di Elena Edita
Foto per la famiglia Ristori
La copertina firmata per mio figlio Marcello…si è un po’ sbiadita…

Nel frattempo io avevo iniziato a studiare canto. Era una terapia e mai più immaginavo che sarebbe diventata una professione. Il tempo corre sempre. Nel 1992 grazie all’amico Raul Ivaldi, grande truccatore, che stava lavorando a Barcellona in occasione del debutto di Edita in Anna Bolena riuscii a sentire una recita e, quando mi vide alla fine, nonostante fosse passato molto tempo dall’ultima volta che l’avevo sentita mi chiese subito, con mia sorpresa, notizie di mia figlia. Mi disse che aveva conservato tutte le foto e messaggi che le avevo inviato. Incredibile per un personaggio che incontra centinaia di persone. Da li ogni volta mi ha sempre chiesto sue notizie fino al concerto di addio di Berlino dove Elena era con me e lei disse: “Non voglio sapere quanti anni hai…il tempo passa troppo velocemente ed io sono vecchia”! Fu proprio a Barcellona che ebbi il coraggio di dirle che cantavo e le chiesi se poteva ascoltarmi per avere un suo parere (scoprii nel tempo che era molto restia a ciò ma…per Elena lo fece). Purtroppo il giorno dopo dovevo partire prestissimo per Roma dove avevo un’audizione al Teatro dell’Opera ma mi invitò ad andare a Venezia tre mesi dopo e mi disse di contattarla attraverso il teatro. Non lo feci per paura e per pudore ma mi chiamò lei quasi rimproverandomi per non averlo fatto. Andai a Venezia terrorizzato ma lei fu gentilissima con me anzi, mi disse, dopo avermi ascoltato seriamente, che, se mi veniva rifiutato il lavoro, non era sicuramente per la “voce piccola” che io sostenevo di avere ma per altri motivi. “Il repertorio per il quale ti proponi è perfetto per la tua voce, non farti problemi”! Mi disse anche che ci saremmo risentiti ma non badai alla cosa. Ero strafelice. La mia ex moglie che era con me con un certo sarcasmo (che la contraddistingue) mi disse che certamente Bernadette, quando aveva visto la Madonna nella grotta di Lourdes, aveva un’espressione meno estasiata di quella che avevo io mentre guardavo lei! Chiudo velocemente questa triste parentesi. Haider mi invitò tempo dopo ad andare a Zurigo a casa loro per potermi sentire e mi offrì una collaborazione. Tornai a Zurigo a studiare l’opera con lui. Tutto bene ma…tre giorni prima di partire per questa produzione avevo 40 di febbre ed un inizio di broncopolmonite. Dio non aveva voluto avrebbe detto lei.

La mia audizione con lei a Venezia
Nella sua casa di Zurigo con mia figlia Elena Edita
Gli auguri di Natale ad Elena Edita nel 1988

Il tempo corre sempre. La mia vita cambia. Nel frattempo faccio il cantante a tempo pieno lasciando la scuola ed ho le mie soddisfazioni.

In questi ultimi anni, lasciata la professione e dedicatomi all’insegnamento del canto in conservatorio, dove la porto sempre ad esempio, avendo più tempo libero ho iniziato a seguirla più costantemente. Parigi, Praga, Budapest, Berlino, Nizza, Monaco, Zurigo, Vienna, Gstaad,Baden-Baden (per il debutto europeo in Norma). Ogni volta la magia si ricreava ed uscivo da teatro completamente esaltato e ricaricato. Voglio ricordare fra questi viaggi il suo debutto a Barcellona in Lucrezia Borgia. Ero con i miei figli Jacopo ed Elena Edita e con Rosario. Jacopo che non l’aveva mai sentita dal vivo, dopo le prime parole del recitativo “Tranquillo ei posa” sgranò gli occhi e mi disse: “Ma è vera???”. Edita ci invitò alla fine ad un ricevimento privato in suo onore all’interno del teatro. Mia figlia sostiene che, quando è nata, qualcuno dall’alto le ha fatto piovere addosso questa natura straordinaria che, insieme ad uno studio tecnico eccezionale, l’ha sorretta fino alla fine.

Con Elena dopo il concerto di addio alla Deutsche Oper di Berlino
Con Elena Edita a Barcelona dopo la Borgia
Con Jacopo a Barcelona dopo la Borgia

Il 20 dicembre 2019 vedo programmato un concerto a Gersthofen, piccola cittadina vicina a Monaco. Nei giorni precedenti c’erano già altri piani che mi portavano a Parigi insieme a Guido Palmieri, altro “malato dell’opera e, ovviamente della Gruberova”. Non riusciamo ancora adesso a capire perchè ma questa volta Dio ha voluto. Nessuno poteva immaginare che da li a poco sarebbe scoppiata la pandemia che tanto ci ha provato e dalla quale non siamo ancora fuori. Decidiamo in maniera rocambolesca di andare per scoprire, dopo avere organizzato, che avrebbe eseguito lo stesso programma a Firenze in giugno, concerto poi mai avvenuto! Edita compiva gli anni il 23 dicembre. Al termine del concerto siamo stati invitati da lei insieme allo zoccolo duro dei suoi fans a brindare al Natale ed al suo compleanno. Abbiamo parlato tanto quella sera. Mi chiese persino consiglio su quali bis poter fare a Firenze. Le cantai anche Buon Compleanno dicendole: “Signora lei ha cantato quarant’anni per me. Stasera canto io per lei”! Chi avrebbe detto che non l’avrei vista più?

Dopo l’ultima Lucia di Lammermoor a Budapest
Dopo il concerto di addio alla sua adorata Staatsoper di Vienna
Gersthofen l’ultimo concerto
Gli auguri a Edita a Gersthofen ripresi prontamente da Guido Palmieri

In quest’ultimo periodo ho fantasticato su un possibile incontro con lei insieme a tutti gli amici a Zurigo oppure alla possibilità di assistere ad una sua masterclass dato che speravo ne facesse. Quante cose avrebbe potuto comunicare agli studenti di canto…nulla! Dio non ha voluto. Mi rimangono però una marea di ricordi documentati da fotografie e registrazioni. Voglio ricordare in questo mio scritto i nomi degli amici con i quali ci incontravamo sempre per ascotarla: Katalin Szabo (che gestiva il suo sito internet), Chris Schneider, Vera Sieber, Anne Hammerschmidt, Ruth Tipton, Guido Palmieri, Fred Rasing, Jordi Pujal, Reinhard Pinter, Christian Laimer, Werner Parpart, Oreste Musella, Helmuth Camillo Fisher, Antonio Martinazzo, Jeanne Doomen, Eric Baratin, Marc Gilgallon, Dillon Haynes, Stanislav Bencic, Budimir Popovic, Keiko Akina, Arianna Bertolla, Alessandro Astarita, Ron Runyon, Martin Liepmann, Igor Tomaszewsky, Niel Rishoi (conosciuto solo per corrispondenza) e molti altri…

Ciao Edita. Mi permetto ora di darti del tu. Troppe sono le voci che circolano sulla tua morte. Non le voglio ascoltare. Voglio ricordarti come sei nell’ultima foto che pubblico. A casa tua, sorridente e serena insieme a mia figlia. Ora sei immortale e sicuramente starai cantando per qualcuno che conta veramente.

Con tutto il mio amore

Riccardo.

Zurigo a casa di Edita con mia figlia.

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