Budapest Sabato 24 Aprile Concerto di Belcanto con Klàra Kolonits, Atala Schöck, Szabolks Brickner e Daniel Dinyes

Klàra Kolonits

Tante volte ho scritto di questa straordinaria cantante della quale mi sono innamorato anni fa in una Lucia di Lammermoor a Budapest. L’ultima volta che l’ho ascoltata è stata in una sua personalissima Traviata a Novara. Ricordo che ridendo le avevo detto: “Per una volta non sono dovuto venire a Budapest per ascoltarti!!!”. Fu una bellissima serata. Una Violetta assolutamente personale. Avrei dovuto ascoltarla come Konstanze nel Ratto Mozartiano lo scorso anno ma…..sappiamo tutti purtroppo cosa è successo e ancora oggi, a distanza di più di un anno non mi capacito di come non si sia, a mio avviso, nemmeno lontanamente vicini alla soluzione del problema. Attendevo uno streaming di una produzione de Les Contes d’Hoffmann da Budapest con Klàra interprete di tutti i ruoli femminili. Nulla. Il covid ha colpito tutta la compagnia, la produzione è saltata e Klàra è stata veramente male. Il concerto di stasera (sempre streaming) era programmato da tempo e lei non ha voluto disattendere le aspettative. Modificato il programma (ma che programma!) e sostituita l’orchestra con il pianoforte Klàra ha mantenuto la promessa.

Parto dal Maestro Daniel Dinyes che con un pianismo veramente eccezionale non ha fatto rimpiangere la presenza di un’orchestra. Dinamica varia e tecnica pianistica ineccepibile, ha sostenuto le voci straordinariamente creando un clima perfetto ed un equilibrio assoluto fra strumento e voci. Avevo già notato la sua bravura durante la “chiusura” dello scorso anno (non mi piace dire lockdown. Sono italiano e parlo in italiano!) quando tutte le sere sulla pagina Facebook di Klàra ci regalava insieme a lei un Lied o un’aria quasi a tenerci compagnia ed a farci coraggio in quel terribile momento. Bravissimo!

Daniel Dinyes

Klàra Kolonits si conferma come una grande belcantista. La sua tecnica perfetta le permette di eseguire cantabili donizettiani e belliniani con un legato assoluto ed anche la sua agilità è perfetta. Ogni volta che ne parlo ribadisco sempre lo stesso concetto: meriterebbe un importante spazio nel panorama internazionale ma…sappiamo come spesso vanno queste cose. Taccio. E’ meglio. La cantante ungherese ha eseguito la struggente aria di Giulietta dai Capuleti e Montecchi di Bellini, la cavatina di Lucrezia dalla Lucrezia Borgia di Donizetti seguita dalla cabaletta quasi sempre omessa (forse perchè molto impegnativa!) “Si voli il primo a cogliere” dove ha mostrato come le agilità di questo repertorio vanno eseguite; l’aria di Giselda dai Lombardi di Verdi ed anche in questo caso agilità perfette ma diverse da quelle di Donizetti. Verdi è un’altra cosa e Klàra lo sa bene! Del repertorio francese ha eseguito un languido “Depuis le jour” dalla Luise di Charpentier ed ha concluso con veri e propri “fuochi di artificio” nell’aria “Cest bien lui” da L’Etoile du Nord di Meyerbeer, una vera e propria aria di bravura con il flauto concertante. Insieme all’eccellente mezzosoprano Atala Schöck ha eseguito il duetto “Ebben, a te ferisci” dalla Semiramide di Rossini e con il tenore Szabols Brickner il duetto “In mia man alfin tu sei” dalla Norma belliniana (una drammaticità straordinaria) e la scena di Saint Sulpice dalla Manon di Massenet. Grande Klàra. Spero di poter venire a Budapest quando tutto sarà finito e finalmente poterti riascoltare in teatro e magari chissà…ascoltarti anche in Italia se chi “dirige i giochi” nei teatri sarà un po’ meno sordo!!!

Klàra Kolonits

Di spicco la partecipazione del mezzosoprano Atala Schöck che ascoltai proprio a Budapest come Sara nel Roberto Devereux accanto ad Edita Gruberova e come Fricka al Mupa nella Tetralogia wagneriana. Bellissima voce e grande temperamento, oltre al duetto di Semiramide ha eseguito l’aria e cabaletta dalla Favorita donizettiana “O, mio Fernando” dimostrando come fu nel Devereux spiccate qualità proprie del repertorio belcantistico italiano. Dizione perfetta. Bravissima.

Atala Schöck

Il tenore Szabols Brickner possiede uno strumento notevole ma non è supportato, a mio avviso, da una tecnica adeguata. Passa da momenti discreti ad altri con evidenti problemi di intonazione. Ha eseguito il duetto di Norma “In mia man alfin tu sei”, il duetto di Manon (forse la sua cosa migliore) e l’aria “O Paradis” dall’Africaine di Meyerbeer. Questo mio parere comunque si basa su un ascolto parziale in quanto, come dico sempre, le voci vanno ascoltate in teatro prima di qualsiasi considerazione. Chissà che non lo possa ascoltare in seguito e possa rivedere le mie posizioni.

Klàra Kolonits e Szabols Brickner

Bella serata quindi che conferma tutta la mia stima e ammirazione per Klàra. Speriamo nel futuro di tornare a teatro perchè, come più volte ho già detto, lo streaming dev’essere una cosa momentanea che ci mantiene in qualche modo legati alla musica ma la musica ha bisogno di teatri, di sale da concerto piene di pubblico. Solo così potrà continuare a vivere!

Klàra Kolonits e Atala Schöck

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