Barcelona La Gioconda 7 aprile 2019

Questo mio viaggio a Barcelona aveva come motivazione il debutto nel ruolo di Gioconda del soprano svedese Irène Theorin, cantante che normalmente si nutre a “pane, Wagner e Strauss” (!). L’aspettativa era notevole e quando ho saputo, mentre ero a Bruxelles, che aveva cancellato la prima per motivi di salute il disappunto è stato grande. C’era una settimana prima della recita che avevo scelto di ascoltare (la sua terza) e la speranza di una ripresa era plausibile. Così è stato e ieri sera c’è stato il debutto. La Theorin esce vittoriosa da questo cimento. Piega la voce a tutte le esigenze del ruolo. Si capiva già dal primo atto dove, alla famosa frase “…Enzo adorato, ah come t’amo” ha eseguito un pianissimo spettacolare, cosa che da una voce di quel l’estrazione non ti aspetteresti mai! Il resto è stato un crescendo. Interpreta con grande drammaticità gestendo perfettamente la voce in tutti i registri. A tratti commovente. Sono molto felice di aver assistito a questo importante debutto. Alla fine, grazie all’amico Jordi Pujal, siamo passati dalla sala direttamente nei camerini. Irène è una persona molto alla mano, ci ha riconosciuto ed ha firmato la foto che avevo fatto con lei due anni fa a Budapest in occasione del Ring. Spero di risentirla presto.

Nel ruolo di Enzo Grimaldo il giovane tenore statunitense Brian Jagde. Bel timbro. Tecnica sicura. Svetta in acuto senza “far soffrire” (!). Bravo interprete. Tutti sanno che non sono un “passatista”. Dico però che in questo ruolo ho ascoltato Carlo Bergonzi e Luciano Pavarotti. È tutto. Ma anche questi grandi hanno avuto il loro percorso e non sono spuntati come miracoli. Questo giovane ha, per me, le potenzialità per raggiungere grandi vette.

Nel ruolo di Laura Adorno il Grande mezzosoprano Dolora Zajick. Questa cantante, a 67 anni, mostra ancora un assetto vocale di tutto rispetto. Ha annunciato il ritiro nel 2021 quindi sono contento di averla ascoltata e di riascoltarla quest’estate in Arena come Azucena in Trovatore.

Barnaba era il baritono Gabriele Viviani da me ascoltato anni fa a Torino in Lucia di Lammermoor. La voce è molto bella e di discreta consistenza. L’interpretazione approfondita. Ottima l’esecuzione della celebre aria “O Monumento“. Una bella sorpresa.

Alvise Badoero era Ildebrando d’Arcangelo. È la seconda volta che ascolto questo cantante (casualmente sempre a Barcelona). L’impressione è la stessa dell’altra volta (Alfonso in Lucrezia Borgia): voce inadatta a questo repertorio. Canta tutta l’aria di rimessa solo per sfoggiare alla fine un Fa naturale acuto non scritto e peraltro faticoso. Una fama che nella quale non ho mai trovato giustificazione ma…è mio gusto personale, non è una verità.

Nel ruolo della Cieca il mezzosoprano Maria José Montiel, altra bella sorpresa. Unica interprete del ruolo su tutte le recite vive un bel tour de force ma ne esce a testa alta. La voce è bella, interpretazione ricca di colori. Brava.

Un plauso ai due ballerini solisti nella celeberrima Danza delle Ore, Letizia Giuliani e Alessandro Riga.

Bellissima ed elegante la produzione di Pier Luigi Pizzi. Questi sono spettacoli che ti fanno riconciliare con il teatro d’opera.

Buona ma senza guizzi particolari la direzione di Guillermo Garcia Calvo.

Una bellissima serata che mi ha permesso ancora una volta di ascoltare bella musica ed incontrare vecchi amici. Alla prossima.

Con Irène Theorin.

Con Brian Jagde

Con Dolora Zajick

con Maria José Montiel

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