Montecarlo 25 Novembre 2018 C. Saint-Saens: “Samson et Dalila”

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Finalmente questa volta posso dire: Che bello spettacolo! Uno spettacolo apprezzabile sia da quelli come me votati alla tradizione che da quelli più spinti verso il moderno. Era la prima volta che visitavo il Forum Grimaldi a Montecarlo. Bella struttura. Comoda. Sicuramente buona visibilità in ogni zona del teatro. Ottima acustica.

La scenografia consiste in una struttura fissa dove, a seconda della scena, vengono aggiunti elementi e soprattutto proiezioni. Molto suggestiva la scena in cui si vede quello che normalmente si intuisce, Dalila che nella sua tenda irretisce Sansone e, dopo l’amore, gli taglia i capelli nel sonno ed altrettanto suggestiva la scena che apre l’ultimo atto con Sansone al centro bloccato da catene che scendono dall’alto quasi a formare una corolla. Di grande effetto la scena del crollo del tempio! Bellissimi i costumi e le acconciature. Insomma, per una volta si esce da teatro soddisfatti di quello che si è visto!

Le voci. Per la prima volta ascoltavo dal vivo Anita Rachvelishvili: voce di rara bellezza e grande volume. Canta un primo atto all’insegna della morbidezza e del colore ma dall’inizio del secondo sfodera gli artigli. Francamente non ero più abituato, dai tempi di Elena Obratzova, ad una voce così grande ma capace di grandi finezze. Ha letteralmente cesellato le note Primtemps qui commence e  Mon coeur s’ouvre a ta voix ed aggredito Amour viens aider ma faiblesse. Spero di poterla sentire ancora molte volte in futuro.

Prova alterna quella di Aleksandrs Antonenko nel ruolo del titolo. Non ho mai avuto una grande passione per questo cantante ma qui si è comunque comportato meglio che in altre occasioni. La voce è bella ma l’impressione è che sia un po’ avventuroso dal punto di vista tecnico.

Molto bene nel ruolo de Le Grand Pretre de Dagon André Heyboer ma vorrei spendere due parole per il basso Nicolas Courjal. Ricordo che, dal punto di vista vocale, mi fece una notevole impressione a Marsiglia come Filippo II a dispetto di una dizione italiana veramente censurabile (e so quanto i francesi sono pignoli con noi!!!). Qui nel piccolo ma bellissimo ruolo del Vecchio Ebreo, cantando nella sua lingua mi ha ulteriormente e favorevolmente impressionato. Sono molto contento di poterlo ascoltare prossimamente a Bruxelles come Bertran ne Robert le Diable (non pavento un’orribile produzione perché è in forma di concerto!).

Ho apprezzato molto la direzione di Kazuki Yamada alla guida di un’ottima orchestra, sempre attento alle voci ma con una chiara attenzione all’aspetto sinfonico della scrittura. Ottimo e compatto il coro istruito da Stefano Visconti.Un plauso anche al corpo di ballo dell’Opera di Shangai.

Bellissima occasione per incontrare un allievo che cantava come aggiunto nel coro, Andrea Goglio; diversi amici sempre nel coro: Laura Romo con il marito Enrico Gaudino, Simona Mastropasqua e dopo tanti anni Paola Scaltriti che ricordo come straordinaria Azucena in un paio di Trovatori cantati con lei e Vincenzo Forgione con il quale cantai Nozze di Figaro a Fontanellato un tot di anni fa!

Ritorno a casa sotto un nubifragio ma con il cuore pieno di musica e di belle cose!

Nelle fotografie: ringraziamenti finali e Anita Rachvelishvili.

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