Barcellona I Puritani 11 Ottobre 2018

Ed eccoci ai Puritani.
Recita iniziata all’insegna della commozione in quanto una rappresentante della direzione artistica del Liceu ha ricordato la Caballe e, in un silenzio difficilmente riscontrato in teatro, abbiamo ascoltato la sua voce in Casta Diva. Teatro in piedi ed enorme ovazione.
Parte lo spettacolo, attenzione non la musica. Al buio la regista farneticante di turno (un’irlandese che ora dirige l’Opera di Copenaghen), ci spiega attraverso due immagini di Elvira con due vestiti di epoche diverse che, in fondo, la storia si può abbinare a due eventi: uno relativo ad una rissa fra cattolici e protestanti in Irlanda nel 1973 e l’altro di conto ben inferiore relativo alla storia che si racconta nell’opera. Il tutto si svolge in un ambiente paragonabile ad una sede di partito o meglio al ricreatorio di un oratorio parrocchiale…con tanto di bar e tubi al neon (lo scenografo deve essersi consultato con quello del Flauto di Bruxelles!). All’inizio tutti in abiti ‘70 con Elvira in tailleur avio e Arturo con zainetto da terrorista ma…gran colpo di teatro (😎): all’arrivo (vero) di Arturo…alè…tutti in abiti d’epoca e così fino alla fine del secondo atto con un’altra amenità “mai vista” : Elvira è perennemente perseguitata da un suo fantasma con il tailleur anni ‘70…sai che novità 😂😂😂. Ma…alè…terzo atto e tutto ritorna anni ‘70 e, nonostante l’arrivo della notizia della grazia concessa, Arturo con il suo zainetto da terrorista cerca di difendersi con un piede di porco ma viene ucciso ed Elvira, imbottita di psicofarmaci, rimane pazza con il suo bel re sopracuto!!!😂😂😂
Passiamo alla musica: tagli a non finire. Conoscendo la competenza e la bravura di Christopher Franklin mi era impossibile credere che fosse dipeso da lui ma il tutto mi era già stato in parte rivelato da questa drammaturgia di merda. Gli ho parlato e mi ha detto quanto ha sofferto durante le prove e quanto soffre tutte le sere dovendosi adattare ad uno spettacolo già rappresentato così altrove. siamo anche inorriditi insieme sul mega taglio di collegamento nel duetto dell’ultimo atto! È chiaro che negli anni ‘70 Arturo non può raccontare ad Elvira che era fuggito per salvare la regina da decapitazione certa! Mi ha detto che alla prima ne sono successe di ogni da parte del pubblico (almeno qualcuno che protesta c’è) ed è dell’idea che ci dovrebbe essere un accordo fra artisti per impedire questi scempi. Addirittura in questa produzione Arturo avrebbe dovuto cantare una sola strofa dell’aria dell’ultimo atto e lì si sono imposti a tanto sopruso! È comunque chiaro ormai che la musica non conta più è tutto è in mano a questi stronzi che fanno il bello è cattivo tempo nei teatri.
E passiamo alle voci. Note abbastanza dolenti per due giovani che ormai sono già oltre l’essere “promesse”. Il baritono Mariusz Kwiecien, in possesso di una voce bella e grande pare bearsi solo di quello. Non parliamo di stile senza contare ripetuti suoni presi “dal basso”…certo, c’è chi ha fatto i miliardi cantando così ma da un giovane non l’accetto! Stessa cosa valga per il basso Marko Mimica: grande e bella voce ma…sembra non sapere che esiste un passaggio di registro e soprattutto, evidenziato dalla stupenda aria del secondo atto, senso del legato inesistente e fiati corti (Bellini in questo non perdona)!
Veniamo alle note liete. Sono rimasto molto impressionato dal tenore Javier Camarena: all’opposto degli altri due possiede,oltre un colore di voce non comune, volume, un totale dominio del legato, colori, mezze voci (vere!) e notevoli doti attoriali. Spero di sentirlo ancora…magari in Italia dove ovviamente non ha mai cantato!🙀! Che dire di Pretty Yende?Obiettivamente, avendo assistito al suo debutto nel ruolo a Zurigo tre anni fa, non sono riuscito a capire dato il triste contesto se il personaggio è cresciuto ma lei si, è cresciuta enormemente! Totale dominio del fiato e del legato. Totale sicurezza e facilità in tutti i registri. Agilità sciorinate come una cascata di perle. Ha piazzato un fa naturale sopracuto alla fine del primo atto che non ce n’era per nessuno. Recitazione perfetta, molto commovente nonostante il tutto. Mi ha detto che ha fatto molta fatica ad accettare determinate scelte registiche ma…ahimè…”ormai decidono loro”! Se non altro è stato un piacere ascoltare questi due grandi giovani artisti. Non c’è che da augurare loro un “avvenir migliore”…Brava Pretty! Ci vediamo a Berlino per Sonnambula…conoscendo il teatro spero che non sia ambientata in una comunità di tossicodipendenti!😂😂😂😂😂 Alla prossima.!

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Un pensiero riguardo “Barcellona I Puritani 11 Ottobre 2018

  1. Concordo pienamente avendo assistito anche io a questo ennesimo “scempio”….. rivoglio l’opera lirica di una volta che mi faccia emozionare e sognare, non incazzare e abbassare gli occhi per non vedere gli orrori in scena

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